…e riflessi sugli specchi

i volti e i luoghi

di esseri innocenti

La storia

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~$1986 (prima parte)

Alla fine del 1985, il cantante Angelo Briganti (da sempre amante del progressive britannico), terminata l’inaspettata prova positiva quale sostituto della voce solista dei Crashwork, band dark-wave/underground di Lamezia Terme dei quali sino allora era stato, insieme all’amico Vittorio Dattilo, manager e produttore musicale), incontra Giovanni Minieri e Gianfranco Godino rispettivamente ex batterista e chitarrista in essere degli Oscurazione (band dark di Lamezia Terme) e Raffaele Russano (bassista in proprio) e con loro, dopo un periodo di profonde discussioni, grandi proponimenti e la precisa volontà di comporre e suonare brani originali cantati in italiano, martedì 11 marzo 1986, forma gli Illegal Function Call!.

Il neo costituito gruppo rock italiano, si chiude in sala prove (una soffitta ai margini dell’estrema periferia cittadina) e molto presto affronta il suo battesimo del fuoco. Il 26 marzo IFC! (acronimo e logo dell’ensemble) fa il suo esordio live aprendo il concerto degli Oscurazione con un set dalla scaletta contenuta, acerbo ma molto tirato: Tempo (le Origini); Rainbow in the night e Chimica essenza. Quest’ultima è in assoluto la prima canzone scritta e suonata dai quattro musicisti e nasce da un motivo incessante che affolla la mente di Angelo e con l’aiuto di Raffaele, si trasforma in una linea di basso, in seguito completata dalla chitarra di Gianfranco e dalla base ritmica di Giovanni, diventando una canzone compiuta.

Dopo altri due mesi pieni di prove, la band è invitata al raduno di rock indipendente, in un noto locale controcorrente solito nell’organizzare, settimanalmente, serate di musica dal vivo. Il “concertazzo rock” li vede alle prese con un set organico e schierato, dal titolo evocativo No more war, direttamente riferito a recenti fatti precedenti (il bombardamento di Lampedusa da parte del colonnello Mu’ammar Gheddafi). La performance è aperta da un’introduzione stile teatrale, con la quale il folto pubblico rivive gli attimi tremendi di un improvviso attacco dal cielo, con tanto di aerei a reazione, elicotteri stile Apocalypse Now e bombe. L’intro confluisce nel brano Caino & Abele (… no more war), dal testo metaforicamente strettamente correlato a quanto accaduto. La scaletta si completa con Red Lights e le tre canzoni della loro prima uscita dal vivo.

Dopo No More War, il gruppo si prende una pausa di riflessione. Musicalmente risente delle singole influenze dei singoli partecipanti, dal progressive alla new wave, dalla psichedelia al rock’n’roll, tutto stilisticamente filtrato in un insieme comune con il desiderio di forgiare un’identità netta e caratterizzata. La rincorsa verso tale meta, produce un numero impressionante di materiale che sarà la colonna portante delle performance estive.

Durante questa fase d’intenso lavoro preparatorio, il 16 giugno gli IFC! incontrano il produttore Mario Savastano (musicista, autore, arrangiatore e ingegnere del suono, al tempo molto noto nello scenario dell’avanguardia musicale napoletana) con lui, a Il Parco (studio di registrazione del Vomero), registrano il loro primo demo tape dal titolo eloquente: Rivelazione. Il supporto contiene sette canzoni, due registrate in multi-traccia (Chimica Essenza e (it’s an) Illegal Function Call!) e cinque registrate live in presa diretta: Tempo (le Origini); Rainbow in The Night; Red Lights; Caino & Abele (…no more war) e Nathalie (e la favola continua).

L’incontro con Savastano rappresenta per la band lametina la svolta. Il producer, dopo l’ascolto attento delle registrazioni fai da te, sceglie i brani sui quali lavorare in sovraincisione e chiedendo ai ragazzi un atto di fiducia, propone un suo arrangiamento al buio. Ultimate le riprese, approfittando della pausa pranzo, in loro assenza, realizza tutto il lavoro di coloritura da utilizzare nei missaggi del master.

La sorpresa per i quattro neofiti di sale di registrazione professionali, è totale quando, alla fine del missaggio, dai monitor del banco di regia, ascoltano una Chimica Essenza dalle sonorità magnetiche e mediterranee e una (it’s an) Illegal Function Call! che da crepuscolare, quasi oscura, è divenuta solare e radiosa. Il tutto grazie alla grande maestria di Mario Savastano, nell’aggiungere l’elemento mancante che, da lì in avanti, li contraddistinguerà per la loro identità netta e caratterizzata.

~$1986 (prima parte)

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~$1986 (seconda parte)

A Rivelazione segue un’estate ricca di concerti propri e partecipazioni a Festival. La line-up, è aumentata a cinque elementi con l’ingresso di Fabio Aiello alle tastiere. Molte le date ma, anche, tanti inconvenienti tecnici, dovuti prevalentemente alla loro non autosufficienza in strutture audio. Comunque i riscontri sono quasi totalmente positivi, con il gradimento al loro set che cresce serata, dopo serata, tanto da costringerli a elaborare versioni alternative per i bis quando sono richiesti. I tre momenti più esaltanti, per calore ricevuto e partecipazione della platea, sono: il Festival Complessi Contro a Lamezia Terme il 28 giugno; il Festival Provinciale de L’Unità a Cropani Marina il 24 luglio e l’ultima tappa del Rivelazione (NoMoreWarTour) tenuta a Falerna Paese l’1 settembre.

In questo periodo però qualcosa s’inceppa nei rapporti interni così che Giovanni e Raffaele abbandonano lasciando il posto, rispettivamente, ad Antonio Gualtieri (alla batteria) e Nando Muraca (al basso). La nuova formazione si getta a capofitto nel lavoro, ricostruendo l’amalgama, irrobustendola ulteriormente grazie alla rigenerata e ulteriormente rinvigorita potenza della linea ritmica.

A metà del mese di settembre l’imprenditore radio-televisivo Francesco Grandinetti li accoglie nella sua scuderia artistica, scommettendo sulla futura potenzialità esplosiva della band e, il 27 ottobre, sono di nuovo in studio, ancora a Napoli e ancora con Mario Savastano alla produzione. Allo studio La Traccia è alle stampe, il primo 45 giri ufficiale di Illegal Function Call!, edito in etichetta Bausongs (nr. catalogo EY 113). Nel 7” ci sono L’ombra nella notte del maniero incantato e Sulle onde dell’Oriente, che nelle intenzioni dei musicisti, sono entrambe facciate A.

Nella stessa sessione di ripresa, sono registrate (in presa diretta live), una nuova versione di Caino & Abele (no mor war) e l’ultimo brano composto, in ordine di tempo, Odissey-odi-odi-Odissea (mini suite di quasi 11 minuti, dai ritmi ossessivi post-punk e dal respiro progressive-psichedelico). Segue la canonica promozione con interviste televisive e radiofoniche e concerti (mini set da 25 minuti), ovunque siano invitati.

Il singolo riscuote un discreto successo di pubblico (la tiratura limitata si esaurisce molto velocemente) e di critica. La stampa locale supporta il gruppo con grande enfasi, quella nazionale (Rockerilla, Mucchio Selvaggio, Ciao 2001) dopo averli scoperti, in generale, suggerendo che tutto dipende solo ed esclusivamente dal loro impegno, ne prospetta un brillante futuro. Anche il servizio pubblico si accorge di loro adottando Sulle Onde dell’Oriente e sui suoi canali radiofonici, le concede spazio in Rock Village di RaiStereoDrome, ancora più ampio su RaiStereoNotte (più passaggi ripetuti nel tempo). Tutta la critica ascrive il gruppo calabrese al movimento post-punk italiano.

Durante la preparazione del singolo, Giovanni (primo batterista e co-fondatore del gruppo) che nel frattempo si è riavvicinato agli ex compagni entrando nello staff (fonico nei concerti, coadiuvando Pasquale Puija), iscrive la band, con il pezzo (it’s an) Illegal Function Call!, a un concorso per indipendenti che mette in palio la presenza in una compilation, da registrare in Inghilterra, destinata al mercato del Commonwealth.

Fatto l’invio e presto dimenticato… a metà novembre, in piena promozione, arriva la telefonata del responsabile dell’etichetta discografica Dischi Noi di Sanremo che comunica al manager del gruppo Vittorio Longo, l’accettazione della compagine al progetto, facendola diventare una delle 30 Band italiane scelte quali protagoniste di The italian rock invasion.

Appena prima di Natale a Worcester ai The Old Smithy Recording Studios di Kempsey, con la produzione di Kit Woolven (musicista, producer, autore e sound engineer dalle importanti collaborazioni internazionali, su tutti, David Gilmour, per il quale è stato ingegnere del suono in About Face del 1984), è registrata Chimica Essenza, ancora una volta con la richiesta, da parte di Kit, di un grande atto di fiducia nei suoi confronti. Fiducia che, concessa, li espone al grande rischio di divenire l’unica band con un brano in italiano, inserito in un prodotto ideato per il mercato britannico. Senza se e senza ma, la fiducia è entusiasticamente concessa, preferita dal producer accantonando (it’s an) Illegal Function Call!. A produzione ultimata, la nuova Chimica Essenza, risplende di altra luce, vestita di sonorità tipicamente British.

La canzone è inserita su The italian rock invasion – Volume 2, pubblicata dalla Dischi Noi l’anno successivo (1987 – numero di catalogo DN009).

~$1986 (seconda parte)

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~$1987

La presenza sulla compilation della Dischi noi, attira molto interesse intorno agli Illegal Function Call!, si aprono canali importanti dal panorama discografico indipendente, sembra proprio che i cinque giovanotti calabri ce la possano realmente fare e che a breve si possa realizzare il loro primo Album. E’ così perseguendo l’obiettivo che, nella mente dei cinque cavalieri dalla scintillante armatura, è una linea diritta tracciata nel cuore, si gira il video clip della Chimica Essenza britannica.

Gli altri (produttori, manager, discografici) discutono, trattano e ipotizzano il futuribile, loro (la band) si chiudono nella nuova sala prove (quasi 140 mq insonorizzati e superattrezzati e postazioni suddivise per ognuno dei musicisti. Allocata nell’interrato degli uffici delle Poste centrali cittadine, gentilmente concessa dall’amico ed estimatore Antonio d’Ippolito), si lavora sul materiale per il disco, però accade che Gianfranco esce dal gruppo per intraprendere il suo percorso universitario. Il suo sostituito alle chitarre è Vincenzo Pandolfo.

Poco dopo anche Fabio abbandona per trasferirsi a Roma e alle tastiere, dai OneUp (band precedente a IFC! di Nando), arriva Michele Curcio. Contemporaneamente, si decide di allargare la line-up a sei unità, introducendo i fiati, a suonarli Raffaele Saladini, altro fuoriuscito dai OneUp.

Tutto sembra sistemato e si riprende a lavorare per il futuro LP, anche se, gli altri, ancora, non sono riusciti a trovare il bandolo della matassa. L’anno trascorre tra prove in sala sul materiale per il disco e un gran numero di concerti in giro.

Tappe importanti, di tanto girovagare, sono quella del 5 agosto quando, a Castagna (CZ) nella manifestazione “Corazzo Notte”, la loro strada s’incrocia con quella di una Band storica del Rock Indipendente Italiano, i Moda di Arezzo (I.R.A. Records), aprendone il concerto e quella del 28 marzo, quando a Catanzaro sono gli unici ospiti musicali ad esibirsi dal vivo in uno Stadio, Sold-Out, inseriti nella manifestazione di beneficenza pro UNICEF, Un cuore per la vita!

La tanta strada percorsa produce la pubblicazione del Demo dal vivo LIVETRIPTOUR, riproduzione completa della tappa del 18 luglio 1987 a La Pulce di Decollatura (CZ).

Il demo contiene: Eighteen Years Old (Antò la Lokomotiva); Rainbow in the Night; (it’s an) Illegal Function Call!; Red Lights; SPQR (Fiumicino-Heathrow); October (U2 coverversion); Nathalie (e la favola continua) + Odissey-odi-odi-ssea; Tempo; L’Ombra nella Notte del Maniero Incantato; Caino & Abele (no more war); Sulle Onde dell’Oriente; Chimica Essenza; Eighteen Years Old (Antò la Lokomotiva) – extended version; L’Ombra nella Notte del Maniero Incantato – extended version.

~$1987

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~$1988-1989

Gli altri, sempre loro, continuano a discutere e il tempo passa. Cambia il manager, si aprono pertugi di possibilità con nuovi produttori che intrecciano trame con altre realtà discografiche.

E, il tempo continua a passare.

Sostanzialmente il 1988 e il 1989 trascorrono ancora una volta, vedendoli suonare come forsennati in ogni dove, fra festival vari, contest, raduni e tappe dei loro Tour.

Tutto questo andare, non scalfisce minimamente l’unico pensiero che assorbe la mente di ogni elemento il complesso: scegliere qual è il canale giusto per la produzione dell’Album di esordio. Ma, come per tante altre band, la fatica, l’incertezza, il lavoro trovato per sbarcare il lunario, contagiano il gruppo con granelli di disappunto che a volte sfociano in contrasti forti e inconciliabili. Così, nonostante alcuni contatti importanti, creati in otticadisco, stiano finalmente per divenire concreti, la formazione si modifica ancora e, in prossimità di tre date fondamentali per il loro cammino, da fare tra Milano e Torino, Vincenzo quale novello Icaro sceglie il deltaplano alla chitarra e Nando, convertito sulla via di Damasco, decide che è tempo di diventare chitarrista heavy metal.

Sono defezioni che scavano un solco profondo, anche se la famosa testardaggine calabra spinge i superstiti a non darsi ancora per vinti. Alla chitarra è arruolato il mirabile chitarrista, di estrazione blues, Francesco Curcio (forgiatosi alla scuola dei Maestri Andrea Ricca a Milano e Eddy Palermo a Roma) e le linee di basso sono trasportate, da Giovanni, sul sinth.

Gli Illegal continuano a macinare chilometri su chilometri e, nonostante tutto, pubblicano (autoproducendosi) due nuovi demo tape: L’ultimo ballo e Un fiore è un fiore perché è fiore… se non è un fiore non sarà mai fiore!, entrambi con inediti (fra questi BOOM BOOM!Davide… se vuoi puoi, se provi troviHands of freedom) ed esecuzioni dal vivo.

Altro momento da ricordare di questo periodo, importante per la crescita dei musicisti in cerca di sostanza, è la sera del 15 gennaio 1989 quando, grazie all’invito di quello che forse è uno dei pochi nel territorio che realmente li stima, l’attore/promoter Dario Natale che li invita ad aprire il concerto, all’Auditorium Magistrale di Lamezia Terme, della Band bolognese Gli Avvoltoi (Contempo Records).

La testimonianza a documento di questa serata è il Demo-Live Redemption Live-Act contenente per intero la scaletta: Hands of Freedom, BOOM BOOM!, Davide… se vuoi puoi, se provi trovi, Immagine, Doors (fruit and fish out of the door).

~$1988-1989

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~$1990

È l’anno definitivo. Qualcosa si è irrimediabilmente rotto… Gli attriti sono diventati sempre più evidenti e, definitivamente insanabili. Le continue discussioni provocano l’ineluttabile allontanamento e, alla fine di aprile, si decide di smettere.

È una decisione difficile e dolorosa ma improcrastinabile, non si riesce più a portare in porto neanche una semplice prova, senza che si finisca ad azzuffarsi, figuriamoci preparare materiale nuovo o provare per pianificare una nuova sequenza di date dal vivo.

Così al termine dell’ennesima riunione (sembrano più un consiglio d’Amministrazione in seduta straordinaria che un gruppo rock), dove tutto accade meno che conciliare e, da Angelo, arriva il punto.

 Il cantante conserva la titolarità del nome e, con Giovanni e Francesco, dal mese di maggio sino a ottobre, si dedica alla sua ultima, nuova, idea. Un mini-concept sui Nativi americani. Alla fine di ottobre esce il demo Noi e gli indiani (TheLastRoundintheDark), registrato allo Studio Alemar di Lamezia Terme. Oltre la presenza dei tre protagonisti, la produzione prevede anche l’importante apporto di Ettore Cevola (storico chitarrista hard rock cittadino, una band su tutte, Phantom Lord), Francesco Vescio (linee di basso, tastiere e alcuni fraseggi di chitarra) e Battista Ferrise alla batteria.

Le canzoni, a firma Briganti-Briganti/Minieri, sono: Acqua di Fuoco, Scout!Nuvola Rossa. Il demo è corredato da book con foto, testi e la storia completa di Piccolo Cervo, Indiano della Tribù dei Lenape (per gli europei, Delaware).

Ultimato il lavoro, la band si scioglie definitivamente.

Noi e gli Indiani è, a oggi, l’ultima fatica edita, della storia IFC! – Illegal Function Call!

~$1990

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~$#maybeready

~$#maybeready

La band

~$LoSciamano

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~$LoSciamano

Nasce a Portici (NA) il 14 giugno del 1962, in una notte tempestosa presagio di futuro tumultuoso. Figlio di emigranti al contrario, si trasferisce in Calabria nel ’67, prima di Lamezia Terme e per questo ama definirsi nicahstrisi docco.

La vita quotidiana è un’altra storia, quella dentro la musica è immediata e stravolgente. Il primo disco importante ascoltato è Sound of Silence di Simon & Garfunkel, in una festa casalinga del Fratellone (un armadio a due ante, alto 2 metri). Dopo… il diluvio.

Si appassiona del prog-rock britannico e innalza a suo vessillo, la band nata alla Charterhouse School di Godalming, cittadina nei pressi di Londra, dalla fusione di Anon e Garden Wall rivelatasi al mondo come Genesis. Peter Gabriel diviene ben presto, il suo padre artistico putativo, e i suoi cambiamenti, le sue trasformazioni e la sua ricerca, è stimolo a cercare e non fermarsi.

La musica è “buona musica, quando è BUONA!”, soleva ripetere Angelo, quando proponeva ai recalcitranti amici, l’ascolto di cose diverse dal loro standard. La musica suonata e vissuta in prima persona arriva, in realtà, tardi e quasi per caso, nel 1985.

Seguiva da estimatore una band new wave di Lamezia, dal nome evocativo Crashwork, quando il cantante Ilario dovette cedere agli obblighi di leva, Fabio (chitarrista) decise di provare Angelo alla voce, considerando che ormai li seguiva da un po’. Pierpaolo (basso) e Antonio (batteria) accettarono di buon grado e, questo, fu il viatico per un nuovo viaggio, intenso e in prima persona, nella musica fatta. Terminata la leva, A lascio campo al titolare del gruppo, ma l’adrenalina che aveva assaporato in quei mesi, continua a restare in circolo, tanto da indurlo a mettere in piedi una propria Band, gli IFC! Illegal Function Call! (Angelo voce, Gianfranco chitarre, Raffaele R. basso e Giovanni batteria).

A quel punto le sue influenze erano divenute molteplici e variegate, dal dark alla new wave, dal prog rock all’hard rock, dal blues al folk del West Coast, tutto ciò divenne il suo melting pot, dove nuotava libero e da dove attingeva la sua ispirazione, sino a condensarne un estratto personale totalmente caratterizzato.

Nel 1992, dopo sette anni fervidi e intensi, al contrario di Jack Frusciante, Angelo (nel frattempo rinominato LoSciamano) scioglie il gruppo e si dedica alla ricerca e alla sperimentazione di se. Varie esperienze di nicchia e tanta comunicazione musicale. Però, qualcosa, lo pungola in continuo, senza soluzione di continuità. La scintilla che rinfocola la fiamma nell’estate del 2016, ci si rincontra con alcuni dei Musicanti Naviganti della storia IFC! e si decide di affittare una sala prove.

Due ore al cardiopalma, come niente fosse successo, come se “Il Tempo” si fosse fermato davvero, come cantava nel 1986, in una sua canzone. Nel 2017 la decisione ultima: “riattacchiamo la corrente!” si dicono Lui e Antonio, così… riparte la nuova avventura targata “Illegal Function Call! 2.0”

NEWS

~$Tutte le news
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~$Tutte le news

  • ~$Il mio viaggio – Giovanni Jo/Feyd

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  • ~$Il mio viaggio – Raffaele, BillWy.

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  • ~$Il mio viaggio – Gianfranco, Willy/ZùGò

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    Nando, Nandino… è sempre stato un enigma. Dal primo attimo in cui si sono incrociati i nostri sguardi. Il suo è uno sguardo profondo, intenso e con un velo (per dirla con le parole del Maestro Pino Daniele) di “appocundria” che ti lascia sgomento. Quando è entrato nel Gruppo, chiamato a sostituire Raffaele R. che […](…)
  • ~$Il mio viaggio – Fabio, Onofrio/OnOFF

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  • ~$Il mio viaggio – Antò la Lokomotiva…

    “…Well, there is a house in New Orleans, They call the Rising Sun, And it’s been the ruin of many a poor boy, And God, I know I’m one…” (The Animals, The House of The Rising Sun)   Lokomotiva completa la rullata chiudendo sul crash e il chiodato, Zildjian. Alzandosi in piedi afferra voluttuosamente il […](…)
  • ~$Il mio viaggio – LoSciamano

    Il Mio Viaggio è iniziato un po’ di tempo fa, con alcune note che mi frullavano nella testa… Quelle note passate all’amico, tanto chiacchierone che per fermarlo gli dovevi sparare (Raf/BillWy),(…)

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